Aeroporto di Firenze: tutto quello che avreste voluto sapere sull’ampliamento – FAQS

Durante la campagna elettorale e negli ultimi anni, l’Aeroporto di Peretola è stato oggetto di dibattito e discussioni. Noi crediamo che il suo ampliamento sia un’operazione sciagurata e inutile,...
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Durante la campagna elettorale e negli ultimi anni, l’Aeroporto di Peretola è stato oggetto di dibattito e discussioni. Noi crediamo che il suo ampliamento sia un’operazione sciagurata e inutile, che riempirà tasche private a spese della collettività, ipotecando per sempre una fetta importante del nostro territorio: il polmone verde del parco della Piana.

 

I dati  dicono che l’Aeroporto ha avuto un utile di 3 milioni di euro nel 2014, una costante negli ultimi 10 anni. Quasi 2,5 milioni di passeggeri l’anno, in crescita da almeno 5 anni. Non proprio un’azienda in crisi che ha bisogno di interventi pubblici.

1750m di pista a 6km in linea d’aria dal Duomo di Firenze – un progetto del 1928 ampliato nel 1984 e poi nel 1996 – con oltre 30 destinazioni e 20 compagnie aeree. Evidentemente la nebbia e l’orientamento non sono un problema così drammatico. La Regione, nonostante questo, il 14 febbraio 2011 ha deciso che serve un nuovo aeroporto. Una decisione politica non basata su alcuno studio economico serio realizzato da istituzioni terze (non controllate dalla Regione). 

StazioneTermini – Aeroporto Roma Fiumicino 56 min
Stazione Milano Centrale – Aeroporto Milano Malpensa 52 min

Londra – Aeroporto Stansted 51 min
Londra  – Aeroporto Heatrow 1 h

Firenze S.M.N. – Bologna Aeroporto 50 min
Firenze S.M.N. – Pisa Aeroporto 1h 10 min

Siamo in media. Nel frattempo non esiste ancora un servizio pubblico che copra in modo efficiente il collegamento di Peretola con Novoli, a 1 km, e nessun investimento per rendere più veloce ed efficiente il collegamento con Pisa.

Nella Piana Fiorentina, nel territorio dei comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano e Signa è già stato trovato il posto per:

– La discarica di Case Passerini e l’impianto di selezione e compostaggio;

– L’alta velocità ferroviaria;

– La terza corsia dell’autostrada A1;

– La cassa di espansione dei Renai;

– Il raddoppio della A11;

– La bretella Stagno – Prato;

– La Perfetti Ricasoli – Mezzana;

– L’area industriale e commerciale dell’Osmannoro;

– Il Polo Tecnologico Ferroviario;

– Il Polo Scientifico dell’Università.

Mica poco. E per fare posto alla Pista serve spostare un fiume, il Fosso Reale, con tutto il relativo reticolo idraulico, lo svincolo autostradale di Osmannoro e altri interventi vari per un costo stimato oltre i 300 milioni di euro.

Noi! Per ora il Governo ha stanziato 150 milioni di euro, a fondo perduto. La società che gestisce l’aeroporto, e che quindi ne beneficia, è di proprietà di Cedicor, impresa privata argentina.

Sembrava di si quando finanziavano la cassa di espansione del Fosso Reale, realizzata accanto al Polo Universitario; quando hanno finanziato e appaltato la realizzazione del Bosco della Piana (24000 piante) per ridurre l’inquinamento, quando hanno finanziato con 3 milioni di euro il percorso ciclabile per collegare il Polo con Villa Montalvo, proprio dove dovrebbe sorgere la nuova pista!

Gli aerei, come le auto, inquinano. Ma una valutazione di impatto sanitario, richiesta nel 2012, non è stata fatta. L’ultima, del 2005, quando non era prevista alcuna nuova pista, affermava che non era possibile gravare ulteriormente con altre infrastrutture inquinanti in un quadrante così delicato, e che l’area aveva bisogno di un bosco. Non di altri aerei. Per non parlare dell’inquinamento acustico, che si sposterebbe da Peretola a Campi e Sesto. Con più aerei e più grossi, quindi peggiorando la situazione.

Nella Piana sorge la più grande area industriale della Toscana, il Comune di Sesto e i suoi vicini hanno fattivamente contribuito allo sviluppo del sistema metropolitano fiorentino,  evitando improvvisazioni prive di un ragionamento politico ed economico alle spalle: un aeroporto, due autostrade, importanti direttrici di traffico urbano, una discarica, linee ferroviarie, l’università lo dimostrano.

È evidente la richiesta di strumenti per lo sviluppo economico, sia turistico che commerciale, da parte dell’imprenditoria locale relativi ad una migliore accessibilità dell’area fiorentina. Ma va coniugata con un miglioramento delle condizioni di sicurezza e ambientali – soprattutto in termini di inquinamento acustico e atmosferico della zona interessata.

È purtroppo un grande incompiuto, ma finché non lo asfaltiamo siamo sempre in tempo, poi sarà troppo tardi. Il nostro territorio, attraverso il parco della Piana, può coniugare in modo moderno la vocazione industriale e la qualità della vita attraverso la tutela dell’ambiente. La pista distrugge questa idea. Il Parco era previsto dal Patto di Sviluppo Locale del 2004 firmato dall’allora Presidente della Regione Martini, poi confermato nel Sistema dei Parchi della Piana Centrale redatto dalla Regione nel 2012.

Sì. Esiste il modo di fermare la distruzione del polmone verde della piana fiorentina e la crisi del Polo Universitario di Sesto. Esiste nel caso ci sia la volontà politica della prossima amministrazione di farlo.

Il prossimo mese di luglio scadranno le salvaguardie che, al momento dell’adozione della variante al PIT, hanno congelato il piano strutturale di Sesto, incompatibile con la pista visto che prevede il Parco.

Dopo questa scadenza 2 sono le ipotesi: che la Regione faccia finta di nulla, aprendo così la possibilità di fare un ricorso amministrativo alla prossima amministrazione di Sesto, o che chieda al nostro comune un accordo di pianificazione, al quale sarà possibile rispondere negativamente, difendendo così gli interessi dei cittadini contro quelli dei privati pronti a speculare sulla qualità della nostra vita.

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